Matteo Frasca

Da bambino creava film nei cortili di casa con gli amici e registrava spettacoli su mangiacassette. Laureato in Filosofia si dedica a pedagogia e formazione. Collabora da formatore e docente con Centro Studi Maurizio Di Benedetto, Cred Valdera, Cemea, MCE, Centro Nascita Montessori, librerie, biblioteche e scuole di ogni ordine e grado per la sensibilizzazione all’ascolto, realizza storie sonore e laboratori di educazione attiva. Dal 2007 pubblica la fiaba sonora Alla scoperta della musica, Placenta. 18 racconti di piccoli e grandi e Il Colosseo? Lo stanno costruendo. Narrazioni bambine a Roma dal fascismo ai giorni nostri. Tra scrittura, oralità e memoria. È presidente dell’associazione Matura Infanzia, che si occupa di autorappresentazione dell’infanzia e adolescenza attraverso la pluralità dei linguaggi espressivi, è nel consiglio direttivo del Circolo Gianni Rodari e fondatore di Radiosa, la rete delle radioscuola in casa.


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dietro le quinte…

Cosa ha significato per te lavorare all’albo illustrato Orribile Mostro e Signora Mostra?

Non avrei mai pensato che lavorare ad un “piccolo” albo illustrato significasse lavorare a qualcosa di molto “grande”, ossia alla costruzione di un nuovo mondo est-etico da interiorizzare, elaborare e condividere. Ideare e scrivere “solo” un testo nonostante il controllo formale, il rigore che esige, è forse più semplice. Ma lavorare, in sottrazione, evitare l’abbondanza di parole e costrutti sintattici superflui – sapendo che parte del testo e del sotto-testo viene affidato alle immagini, alla veste grafica dell’oggetto libro e alle immaginazioni di lettori e lettrici – è un lavoro straordinario e potente. Che rivoluziona la propria percezione e il proprio ruolo autoriale, spostando il baricentro un po’ più in là.

Questo lavoro ti ha suscitato qualche emozione particolare? In caso, ti andrebbe di raccontarci?

Sì, praticando e condividendo percorsi musicali in mezzo al mondo, ho sentito l’emozione di un processo polifonico durante la lavorazione. Non dovevo più “possedere” la storia, i personaggi, le suggestioni, ecc… ma se volevo loro del bene, dovevo liberarli, offendo a tutti questi elementi, la possibilità di incontrare sul serio altri punti di vista, come la sensibilità e l’occhio di Raffaella, insieme alla grande sapienza di Chiara e Alessia che sapevano bene dove l’opera poteva e voleva arrivare, nel suo compiersi. In cambio, ho percepito appunto un nuovo ritmo, una nuova armonia e melodia, sorprendente e per me commovente.

Ci sono stati momenti di difficoltà, e anche di fluidità, nel tuo processo creativo?

Rinunciare alla centralità del testo originario per cominciare a togliere, sfrondare, ri-narrare è stato il momento più complesso che ha dato vita al cuore e al senso dell’intera operazione editoriale. Averlo vissuto è stato anche il mio personale racconto di formazione che credo corrisponda davvero al senso profondo dell’incontro di Orribile Mostro con Signora Mostra, come le lettrici e i lettori si accorgeranno. Ogni incontro vero, ogni creazione, presuppone sempre un lasciarsi dietro le strade e le vite vissute fino a quel momento, anche se sono proprio quelle strade e quelle vite ad averlo permesso, quell’incontro.

Quali sono le pagine a cui sei più affezionato e perché?

Sono rimasto incantato dalla chiave trovata da Raffaella, trasversale a tutte le pagine, così come mi ha sorpreso quanto sia importante la veste grafica dell’opera, per capire davvero il senso che il solo mio testo scritto, non avrebbe mai saputo fare. Certamente le pagine che vedono Orribile Mostro e Signora Mostra incontrarsi, sanno emozionarmi ogni volta, per la contentezza di sapere che sapranno davvero prendersi cura l’uno dell’altro, per la gioia di chi si accorgerà di loro.

Come è stato lavorare con le Pulci Volanti?

Come già raccontato, un’esperienza di grande crescita umana e professionale, che apre a possibili nuove combinazioni artistiche e future collaborazioni.